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L'ARTISTA LEONARDO GERMINARIO E IL DONO DEL PRESEPE AL C.F.P.

Leonardo Germinario, in arte Leo Germi, della classe 1926, nasce a di Santeramo in Colle (Ba). La sua passione per larte sboccia da bambino accompagnando il nonno Erasmo dal parrucchiere per poter guardare le opere di cartapesta presenti nel retrobottega. Il parrucchiere infatti, amante dellarte della cartapesta, aveva trasformato il magazzino del negozio in un vero studio artistico, e qui il piccolo Leonardo poteva osservare dei piccoli capolavori. Amante dellarte ha ricevuto la passione per il presepe da uno zio. Ogni anno Leonardo era il primo ad essere chiamato per aiutarlo nella realizzazione. Il giorno di natale si svolgeva poi linaugurazione; i nipoti in fila portavano il Bambinello fino alla sua culla.
Da allora la passione in Leonardo ha continuato a crescere e gli studi di architettura gli hanno permesso di realizzare presepi di grande bellezza. Il suo primo presepe lha realizzato in una taverna romana a Poggiorsini. E da lì ogni natale prepara piccoli presepi da regalare. Negli anni 50, quando si trasferisce a Como, inizia i corsi presso lAccademia di Brera, raffinando ulteriormente la sua competenza tecnica e artistica.
Dopo aver realizzato parecchi presepi nella Provincia di Como (Basilica del Crocifisso, Ospedale Valduce) e in Svizzera (Chiesa di Fatima in Chiasso), dai primi giorni di novembre il signor Leo, si sta dedicando alla costruzione del presepe nella grotta della Madonna di Lourdes nel C.F.P. di Como, iniziando dal paesaggio con carta, cartone e colla. Colori e accessori hanno arricchito lopera. Gli allievi del C.F.P. guidati dagli insegnanti hanno avuto loccasione di incontrare lartista al lavoro. In questo modo hanno potuto conoscere le sue tecniche artistiche e soprattutto quella passione del fare che negli anni non è mai venuta meno ma che anzi lo ha portato a sfidare il freddo e la fatica per realizzare un sogno personale. Il Direttore e tutti i suoi collaboratori insieme agli allievi e alle sue nipoti sono grati a Leo per aver dato la propria disponibilità e per aver donato anche al C.F.P. una delle sue opere, che diventerà patrimonio dellIstituto.
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